Contatti


Di Renzo Editore
Viale Manzoni 59
00185 Roma
Email: newsletter@direnzo.it

Un frattale al confine. E’ scomparso Benoit Mandelbrot

 

Apprendo la notizia dal blog di Odifreddi, stamani. Non ha avuto molto risalto mediatico coperta dall’onda alta e lunga della cronaca nera e del gossip più spicciolo. Tutto questo è un vero peccato e sopratutto evidenzia che il meme dominante non è la matematica, considerata probabilmente troppo complessa per passare rapidamente e efficacemente da una mente all’altra con la rapidità dei pensieri più semplici. Doppio sconforto perché è proprio la scienza che fornisce gli strumenti migliori per interpretare la realtà. Uno di questi strumenti è proprio la fine delle categorie nettamente separate tra loro. I frattali ne sono un esempio anche se il loro aspetto più conosciuto è quello delle ripetizione a varie scale della stessa forma. Ma la figura non ha un confine lineare con l’esterno; è invece un continuo intersecarsi, compenetrarsi. La separazione va cercata e rintracciata punto per punto ma ogni punto ha la struttura della figura più grande. Tale condizione si ritrova in ogni aspetto della vita reale: i confini culturali, razziali, mentali, morali sono una convenzione, la realtà è invece fatta di graduali passaggi, di confluenze, interscambi, nicchie, oasi all’interno di deserti nel senso di gruppi che si inseriscono in altri gruppi e individui in gruppi diversi. Qualcosa di una forma si ritrova nell’altra e viceversa. Il confine sembra quasi non esserci e non può essere indicato con sicurezza. Trovarlo poi nei meandri delle singole forme che si ripetono a livelli microscopici è un’impresa titanica e impossibile. Il confine non esiste. Rimane il segno netto di una derivazione e non di una separazione. Così che qualcosa di noi è anche nel diverso che abbiamo difronte, qualcosa di lui è anche nostro. Il diverso non è poi così diverso visto da un occhio più matematico. Le differenze tra i genomi degli esseri umani sulla terra sono infinitesimali e se si guarda la storia culturale dei popoli, anche qui, le differenze sono minori delle somiglianze. C’è solo superficialità e arroganza nello stabilire un confine netto di separazione che trae la sua fondatezza su uno 0,001%. Per sapere se la matematica e la scienza possano fornire gli strumenti per riorganizzare oltre all’interpretazione del mondo anche quella dell’etica è sufficiente osservare la figura e trovare il confine, ammesso che esista osservato da un altro punto di vista.