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Pochi giorni fa se ne è andato Benoit Mandelbrot

 

Pochi giorni fa, precisamente il quattordici ottobre duemiladieci, il cuore del matematico Benoit Mandelbrot ha smesso di battere a causa di un inclemente tumore al pancreas. Mandelbrot aveva ottantacinque anni  ed una mente lucida e brillante, che gli ha permesso di pubblicare saggi, articoli e libri fino al duemilaquattro. Proprio a sei anni fa risale, infatti, il libro edito da Einaudi “Il disordine dei mercati, una visione frattale di rischio, rovina e redditività”.

Polacco di origine ebrea, Mandelbrot fu costretto con la propria famiglia ad emigrare in Francia per trovare salvezza dalle regole restrittive del regime nazista.

Mandelbrot è considerato il fondatore della cosiddetta “geometria frattale”. Il termine “frattale”, coniato per l’appunto da Mandelbrot, proviene dal latino “fractus”, che vuol dire “rotto, spezzato”. Un frattale è un oggetto geometrico che non cambia la propria struttura e non perde i propri dettagli quando viene ingrandito. Ingrandendo un frattale si potranno scoprire in quest’ultimo nuovi dettagli e particolarità, poiché il frattale è una figura geometrica la cui fondamentale peculiarità consiste nel ripetersi di un medesimo motivo in scala sempre più ridotta all’infinito.

La geometria frattale non è semplicemente un nuovo modo di studiare oggetti geometrici scoperti di recente: la cosa più sorprendente dell’intuizione di Mandelbrot risiede nel fatto che i frattali sono un fenomeno presente in natura e che, anzi, potrebbero addirittura costituire un punto di vista nuovo e migliore dei precedenti per guardare alle forme naturali.

L’ingente contributo che Mandelbrot ha dato al mondo della cultura continuerà a far parlare di lui anche dopo la sua morte. Gli studi del celebre matematico hanno fatto sì che le sue teorie non rimanessero circoscritte solo nel mondo della matematica, ma che riuscissero ad invadere anche i territori dell’economia e della fisica. Ricordiamo, a tale proposito, che Mandelbrot  ha ricevuto nel millenovecentonovantatre il Premio Wolf per la fisica.

Martina Cesaretti